Sul versante del Silenzio
 
Osho distingue la quiete, che è un fattore esterno, dal silenzio, che è un fatto puramente interiore.
E' l'altro versante della montagna.
Basta discendere dal crinale che separa gli orti coltivati delle nostre sicurezze dalle "valli dove le acque scorrono in silenzio" (Juri Camisasca, Il sole nella pioggia) ed addentrarsi in un territorio sconosciuto, che in realtà ci appartiene da sempre.
Perché dietro le nostre crisi, l'emotività, i desideri, le abitudini, le maschere, le follie, c'è una base di silenzio, che è la nostra vera essenza. E' quanto afferma Juri Camisasca in uno dei suoi incontri musicali. Questo silenzio è un linguaggio d'infinite sfumature. Parla dell'Assoluto che è in noi.
La meditazione può essere la via del silenzio, attraverso diversi gradi dello stesso:
  • offerta del tempo e composizione del luogo;
  • silenzio del corpo: immobilità, rinuncia al movimento volontario, ascolto del respiro, come mantra originario;
  • silenzio dei desideri, fisici e sottili;
  • silenzio della mente, dei pensieri: li guardo arrivare, ne sono il testimone immobile, ma non mi identifico con essi;
  • silenzio dell'anima e dei sentimenti;
Per attingere al silenzio dello Spirito… un Oceano di silenzio.

Dopo aver praticato per anni questa disciplina è possibile staccarsi dal pensiero compiendo i consueti riti quotidiani, senza relegare l'esperianza in tempi privilegiati.

Ho riscritto per la mia vita una bellissima storia narrata da Osho.

Per anni ho cercato nei sentieri tra le grotte il pozzo nascosto, che rispondeva alle domande più profonde dell'adepto. Avevo portato con me frammenti di filosofie, rappresentazioni di verità, spigolature di una biblioteca. Trovato il luogo, mancava ancora l'armonia d'insieme, la sintesi unitaria, il colpo d'ala, la risposta.
Dopo anni di peregrinazioni in una notte di luna piena in un giardino un musico profondamente immerso in meditazione suona il sitar.
Un canto poetico ineffabile inebria ed illumina la mia anima e comincio a danzare.
Il musico raggiunta la perfezione smette di suonare, ha ormai la sua musica interna, "musica silenziosa dell'aurora" (Giuni Russo, La sua figura)
Mentre io ho ancora bisogno della parola, o della vibrazione di una voce. Ma ho imparato anche ad ascoltare i suoi intervalli di silenzio, a sedermi in silenzio, per ricordare chi sono.
"Le parole sono come le due rive di un fiume;
le rive non sono il fiume…
non ti attaccare troppo alle rive,
non placheranno la tua sete.
Dimentica le rive,
guarda ciò che si trova tra loro:
il vuoto, il silenzio tra due parole
il fiume".
Osho
 
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